Lezione 5 di Introduzione al DeFi: Stablecoin Decentralizzate – Il Blocco Essenziale che Deve Resistere nel Mondo DeFi
Immagina di navigare nel mondo crypto, dove i prezzi oscillano come un'altalena impazzita: un calo del 20% in un giorno è routine. Ma dove parcheggiare i tuoi fondi per evitare il tuffo libero? Ecco dove entrano in gioco le stablecoin, il tuo porto sicuro in questo mare tempestoso.

Nel panorama delle criptovalute, le fluttuazioni sono all'ordine del giorno, ma le stablecoin fungono da ancoraggio essenziale, permettendo di condurre operazioni senza il terrore di crolli improvvisi.
Esse rendono possibili prestiti, scambi e yield farming in modo sereno; altrimenti, chi rischierebbe di ipotecare ETH in balia di picchi e cadute?
Oggi, le stablecoin non sono più un semplice supporto per la DeFi: sono il cuore pulsante dell'intero ecosistema.
Senza una stablecoin affidabile, l'intero universo DeFi rischierebbe di arenarsi.
Il mercato delle stablecoin nel 2026: dimensioni e prospettive
Anni fa, intorno ad aprile 2021, i primi cinque stablecoin sommavano appena poco più di 60 miliardi di dollari, con USDT che dominava incontrastato.
E oggi? Il valore totale di mercato ha sfondato i 200 miliardi di dollari, con una crescita costante che non accenna a fermarsi.

Tra i protagonisti principali, basandoci sui dati approssimativi di gennaio 2026, troviamo:
- Tether (USDT) – Sempre al vertice, con una capitalizzazione che non molla la prima posizione
- USD Coin (USDC) – Preferita dalle istituzioni per il suo approccio regolamentato
- USDe (Ethena) – La nuova stella in ascesa, con la crescita più esplosiva
- DAI (MakerDAO) – Il pilastro nativo della DeFi
- PYUSD, FDUSD, crvUSD, USDD e altri contendenti emergenti o consolidati
Occhio però: il caso di TerraUSD (UST), crollato in modo catastrofico a maggio 2022 e spazzando via miliardi, resta una lezione amara per l'intero settore.
Da allora, le stablecoin algoritmiche sono viste con maggiore sospetto, un monito che riecheggia nelle discussioni tra trader europei, sempre attenti alle stabilità finanziarie.
Le categorie di stablecoin: meccanismi a confronto, destini diversi

Le stablecoin ancorate al dollaro USA si dividono principalmente in tre filoni, ognuno con il suo approccio unico:
- Tipo collateralizzato con fiat (il più classico e centralizzato)
Per ogni dollaro depositato, viene emessa una stablecoin equivalente.
Esempi: USDT, USDC, BUSD (ormai fuori gioco), PYUSD.
L'essenza sta nella fiducia verso l'emittente, che deve custodire i fondi in banca.
Pro: massima stabilità, rischio di deviazione minimo.
Contro: dipendenza da entità centralizzate e potenziali intromissioni regolatorie, un tema sensibile in contesti come l'UE.
- Tipo con collaterale crypto iper-sovradimensionato (il più DeFi e decentralizzato)
Si bloccano asset crypto per il 150-200% del valore, per generare stablecoin al 100%.
Esempi: DAI (MakerDAO), LUSD (Liquity), crvUSD (Curve).
Pro: tutto trasparente on-chain, auditabile da chiunque, senza banche di mezzo.
Contro: efficienza capitale ridotta e vulnerabilità a liquidazioni in fasi di volatilità.
- Tipo sintetico o hedged (il più innovativo e efficiente)
Combinazione di asset staking e derivati per un delta neutro.
Esempio: USDe (Ethena).
Pro: altissima efficienza, con yield per i holder.
Contro: esposizione a rischi derivati e controparti.
In questo articolo, approfondiamo due giganti rappresentativi: il colosso centralizzato USDT contro l'ace decentralizzato DAI.
USDT: basta fidarsi di Tether per una stabilità eterna?
Il meccanismo è lineare all'estremo: depositi un dollaro presso Tether e ricevi un USDT; il processo inverso per il rimborso.
Perché ha raggiunto tali dimensioni? Essendo il pioniere, è supportato da quasi tutti gli exchange e offre liquidità immensa.
Il volume giornaliero spesso supera i mille miliardi, eclissando i rivali.
Tuttavia, le ombre persistono: dove finiscono esattamente le riserve? Sono davvero 1:1 in dollari?
Tether ha affrontato indagini regolatorie, multe e dubbi su riserve miste con commercial paper o persino Bitcoin.
Ora, con report di audit periodici, la trasparenza è migliorata, ma resta un atto di fede verso l'emittente.
In sintesi: USDT incarna le stablecoin centralizzate, con comodità al top ma il peso ineludibile della fiducia in terzi.
DAI: tutto on-chain, governance comunitaria al comando
DAI, nato da MakerDAO, opera su Ethereum (e ora multi-chain) come stablecoin puramente decentralizzata.
Il fulcro: collaterale iper-sovradimensionato più governance DAO.
Per generare 100 DAI, devi bloccare almeno 150 dollari in asset come ETH, wBTC o USDC, con ratios variabili per rischio (tipicamente 150% per ETH).
La stabilità? Non un'azienda, ma i holder di MKR decidono via voto parametri chiave:
- Requisiti di collaterale
- Tasso di stabilità (interesse sul prestito)
- DAI Savings Rate (DSR, yield per chi detiene DAI)
Tutto verificabile on-chain: niente fughe, niente stampe arbitrarie.
Non è immune a intoppi: il "Black Thursday" del marzo 2020, con ETH crollato del 50%, ha causato liquidazioni di massa e quasi un shutdown.
MakerDAO ha risposto con upgrade come il Liquidation 2.0 e più tipi di collaterale, rafforzando la resilienza – un'evoluzione che i dev europei apprezzano per la sua adattabilità.
In breve: DAI è la stablecoin DeFi più autentica, con qualche compromesso sull'efficienza ma trionfo nell'indipendenza da terze parti.
Perché i DeFi enthusiast adorano DAI?
DAI è onnipresente nei protocolli DeFi come valuta di riferimento:
- Pool di liquidità su Uniswap e Curve
- Asset principali per prestiti su Aave e Compound
- Benchmark per vault Yearn
- Bridge cross-chain, pagamenti, derivati: DAI è ovunque
Con DAI, scordi scenari da incubo come conti bancari congelati da una piattaforma.
Tutto codificato, futuro plasmato dalla community – un approccio che risuona con lo spirito collaborativo della scena tech italiana.
Come entrare nel mondo DAI? Due vie principali
- Creazione diretta (modalità prestito)
Su Oasis.app (interfaccia ufficiale Maker), collega il wallet, scegli il vault, deposita collaterale come ETH e genera DAI.
Occhio ai margini: evita di sfiorare i limiti, o un calo di prezzo ti liquida.
- Acquisto sul mercato secondario (il più facile)
Disponibile su Uniswap, Curve, Binance, OKX e oltre: perfetto se non vuoi gestire collaterali o fee.
Un consiglio finale da chi segue il settore
Le stablecoin sono il motore della DeFi; scegliere male può trasformare la tua strategia in un rollercoaster imprevedibile.
USDT è pratico, ma carico di rischi fiduciari.
DAI è essenziale, ma richiede dimestichezza con le regole.
Nel 2026, emergono opzioni come USDe, con yield superiori e efficienza turbo, ma rischi freschi da valutare.
Quale sceglierai come tuo "cash DeFi" quotidiano?
Top 3 exchange crypto globali consigliati:
- Registrazione Binance (leader nei volumi, varietà immensa, bonus per principianti);
- Registrazione OKX (re dei futures, fee ridotte);
- Registrazione Gate.io (caccia alle gemme, copy trading + airdrop esclusivi).
Binance per completezza, OKX per pro, Gate per altcoin! Apri ora e goditi sconti lifetime sulle fee.